Processi

Trattamento Catalizzatori

Il trattamento dei catalizzatori esausti: come funziona il processo autorizzato di stoccaggio, selezione e recupero di platino, palladio e rodio.

Il trattamento dei catalizzatori è l'insieme delle operazioni con cui i catalizzatori esausti vengono raccolti, stoccati, selezionati e avviati al recupero dei metalli preziosi che contengono: platino, palladio e rodio.

Perché i Catalizzatori Vanno Trattati

Il catalizzatore esausto è un rifiuto speciale (codice EER 16 08 01: catalizzatori esauriti contenenti metalli preziosi). Non può essere gettato né smaltito liberamente: deve essere conferito a un impianto autorizzato al trattamento, che ne garantisce la tracciabilità e il corretto recupero.

Trattare i catalizzatori conviene anche economicamente: il monolita interno contiene metalli preziosi quotati in borsa, e un trattamento professionale permette di riconoscerne il giusto valore a chi li conferisce.

Le Fasi del Trattamento

1. Ritiro e Conferimento

I catalizzatori vengono ritirati presso autodemolitori, officine e privati, oppure conferiti direttamente all'impianto, con la documentazione di trasporto prevista dalla normativa sui rifiuti.

2. Stoccaggio Autorizzato

Il materiale viene pesato, registrato e stoccato in aree dedicate dell'impianto, nel rispetto delle prescrizioni dell'autorizzazione.

3. Selezione e Classificazione

Ogni pezzo viene identificato (codice OEM, tipo ceramico o metallico, DPF/FAP) e classificato: il contenuto di metalli preziosi varia molto da modello a modello.

4. Decanning

L'involucro metallico esterno viene aperto per estrarre il monolita, la parte che contiene i metalli preziosi.

5. Campionatura e Analisi

Il materiale viene macinato e campionato; l'analisi di laboratorio determina il contenuto effettivo di platino, palladio e rodio.

6. Avvio all'Affinazione

Il materiale analizzato viene avviato alle raffinerie per l'affinazione finale, da cui i metalli tornano puri sul mercato.

Chi Può Trattare i Catalizzatori

Il trattamento richiede:

  • Autorizzazione dell'impianto (es. Autorizzazione Unica ai sensi dell'art. 208 del D.Lgs. 152/2006)

  • Iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali per la raccolta e il trasporto

  • Registri di carico/scarico e tracciabilità completa dei rifiuti

Il Trattamento Catalizzatori di Kokic

Kokic S.R.L. gestisce a Calendasco (Piacenza) un impianto autorizzato al trattamento e recupero di rifiuti speciali non pericolosi (Autorizzazione Unica art. 208 rilasciata da ARPAE Emilia-Romagna), con laboratorio di analisi interno e valutazioni basate sulle quotazioni della Borsa dei Metalli di Londra (LME). Le autorizzazioni complete sono pubblicate nella sezione Autorizzazioni della home page.

Domande frequenti

In cosa consiste il trattamento dei catalizzatori esausti?

È il processo autorizzato che trasforma il catalizzatore-rifiuto in materie prime recuperate: ricezione e stoccaggio, selezione per tipologia, decanning, macinazione del monolita, campionatura con analisi del contenuto e avvio dei metalli all'affinazione.

Chi può fare il trattamento dei catalizzatori?

Solo impianti con autorizzazione alla gestione di rifiuti speciali (es. art. 208 D.Lgs. 152/2006) e iscrizione all'Albo Gestori Ambientali. Kokic S.R.L. è autorizzata e svolge il trattamento nel proprio impianto di Calendasco, in provincia di Piacenza.

Che fine fanno i materiali dopo il trattamento?

Il monolita macinato, con il suo contenuto certificato di platino, palladio e rodio, va in raffineria per l'affinazione; l'involucro in acciaio viene recuperato come rottame ferroso. Quasi nulla del catalizzatore finisce in discarica.

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